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Riolo, F. (2007). Ricordare, ripetere e rielaborare: un lascito di Freud alla psicoanalisi futura. Rivista Psicoanal., 53(2):439-446.

(2007). Rivista di Psicoanalisi, 53(2):439-446

Ricordare, ripetere e rielaborare: un lascito di Freud alla psicoanalisi futura Language Translation

Fernando Riolo

«La memoria è il registro di ciò che non è mai accaduto e non era possibile che accadesse».

(Oscar Wilde)

Dei tre termini considerati da Freud nel suo celebre saggio, il primo è quello che sembra possedere lo statuto concettuale più definito: la teoria classica della memoria, della rimozione, della rimemorazione e della cura. Come sappiamo non è proprio così, dal momento che ciascuna di queste teorie ha subìto, già nel pensiero di Freud, rimaneggiamenti significativi e talvolta radicali. L'indagine sui processi mnestici si è inoltre notevolmente arricchita grazie ai recenti contributi delle neuroscienze, dalle cui ricerche continuiamo a ricevere importanti conferme; e anche nuovi stimoli e nuovi interrogativi.

Vorrei sottolineare che gran parte di quanto oggi le neuroscienze affermano con evidenza empirica, coincide con ciò che noi da molto tempo conosciamo: che i processi di ricezione, selezione e fissazione degli stimoli che provengono dal mondo interno e dal mondo esterno, sono in massima parte processi dinamici e inconsci; e tali sono anche i processi di rievocazione dei ricordi.

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