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Gagnebin, M. (2008). Tra apparire e sparire: Proposte di modelli metapsicologici che presiedono alla costruzione di un'opera (artistica, filosofica, ideologica). Rivista Psicoanal., 54(3):747-754.
    

(2008). Rivista di Psicoanalisi, 54(3):747-754

Tra apparire e sparire: Proposte di modelli metapsicologici che presiedono alla costruzione di un'opera (artistica, filosofica, ideologica)

Murielle Gagnebin

Traduzione di
Alberto Luchetti

Un modello è un sogno? Una metafora (Pragier e Faure-Pragier, 2007, 222)? Sono delle «coincidenze» (Schmid-Kitsikis, 2008)? Delle «analogie» (Perron, 1991)? È una «percezione orientata» (Gagnebin, 1992, 54)? Una «attesa sorvegliata» (Minazzoli, 1990, 97)? Una finzione, e dunque una costruzione?

La costruzione (in senso freudiano) di un'opera (artistica, filosofica, ideologica), rispondendo alle logiche del vivente, rientrando cioè nella «vita delle forme» (Focillon, 1943), certo dipende dall' «incerto», in cui gioca un ruolo fondamentale l'indefinito, nel senso che si offre come analogo di un erramento convenuto. Il che significa altresì che è vissuto elaborato all'interno di sistemi fortemente e riccamente organizzati. In tutto il suo testo del 1937, Freud cerca di dimostrare che la costruzione analitica, a momenti, è altresì una deduzione. Il che del resto corrisponde in tedesco al doppio senso del verbo Konstruiren. «Pensare», scriveva Merleau-Ponty (1960, 212), «non è possedere oggetti di pensiero: è circoscrivere, mediante questi ultimi, un campo da pensare, che dunque non pensiamo ancora».

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