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Riolo, F. (2008). Identità: la giubba e il filo. Rivista Psicoanal., 54(4):897-903.

(2008). Rivista di Psicoanalisi, 54(4):897-903

XIV Congresso Nazionale della Società Psicoanalitica Italiana «Giornate italiane»

Identità: la giubba e il filo Language Translation

Fernando Riolo

Capita a volte, mentre stiamo pensando a qualcosa, di imbatterci in un racconto che la illumina in modo singolare e perspicuo. Inizierò perciò col dare la parola a Medardo, il multiforme protagonista de Gli elisir del diavolo (1815), di Ernst Theodor Hoffmann:

«Avvertii uno strano lavorio… il mio «io» era diviso in mille pezzi; ognuno di essi si muoveva; aveva una sua propria consapevolezza della vita. Inutilmente il cervello impartiva ordini: le membra, come vassalli ribelli, si rifiutavano di riunirsi sotto il suo comando. Poi i pensieri delle singole parti cominciarono a ruotare in modo vorticoso […]. Mi parve che quanto noi generalmente chiamiamo «sogno», possa invece essere la presa di conoscenza — per simboli — del filo misterioso che collega e determina gli eventi della nostra vita. Mi parve altresì di dover considerare «perduto» colui che, con l'acquisizione di questa conoscenza creda di aver conquistato anche la forza per poter strappare violentemente quel filo e sfidare l'oscura potenza che impera su di noi».

Hoffmann fu apprezzato da Freud, che vide in lui il geniale profeta della scissione dell'Io e del «doppio». Non piacque invece a Breton, che addirittura lo incluse nel catalogo dei «libri da non leggere».

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