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Oldoini, M.G. (2013). Identificazione inconscia e funzione onirica della mente. Un sogno d'analisi. Rivista Psicoanal., 59(2):323-340.

(2013). Rivista di Psicoanalisi, 59(2):323-340

Identificazione inconscia e funzione onirica della mente. Un sogno d'analisi

Maria Grazia Oldoini

Ho imparato a nuotare in età adulta. Fino ad allora, mi ero accontentata di stare a galla, muovendomi con una certa rigidità. Mi ero sempre chiesta come mai i miei maestri non entrassero in acqua con me. Con gli anni, dopo aver assistito a una infinità di lezioni di nuoto, ho capito che ci sono due categorie di maestri: quelli che entrano in acqua con l'allievo, e quelli che non lo fanno. I miei urlavano da bordo vasca. Credo che il mio passaggio dall'apprendimento della tecnica all'acquisizione di agilità in acqua e di una profonda passione per il nuoto sia stato possibile grazie a una mia amica d'infanzia, grande nuotatrice che, nuotando con me più e più volte, aveva sentito la mia paura, aiutandomi ad attraversarla. Oggi, quando mi immergo, sento di portare dentro di me non solo le nozioni sul «come si fa», ma soprattutto, fortemente, quell'amica, e il suo modo di affrontare la paura; devo a lei la mia capacità di lasciarmi tenere dall'acqua, con fiducia - pur con la consapevolezza che con quella paura dovrò sempre un po' fare i conti.

Iniziare questo scritto con un aneddoto personale evidentemente comporta tutta una serie di rischi, legati al fatto di esporsi un po'. D'altra parte, credo che ognuno di noi, lavorando come psicoanalista, sappia che questo è un mestiere in cui ci si espone, e che, aldilà delle proprie competenze, vi sono delle variabili personali che fanno la differenza. L'incontro con un paziente infatti rimane in tutto e per tutto un incontro tra due persone, ciascuna con le proprie storie, i propri traumi, le proprie paure e le soluzioni per farvi fronte - più o meno diversamente efficaci.

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