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Ginzburg, A. (2015). Simbolismo e rappresentazione. Rivista Psicoanal., 61(3):687-702.

(2015). Rivista di Psicoanalisi, 61(3):687-702

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Simbolismo e rappresentazione

Alessandra Ginzburg

Precede, ilconcetto di rappresentazione in Freud, la nascita della psicoanalisi, poiché ha un ruolo cardine nel suo periodo neurologico. E continua ad averlo nelle sue prime teorizzazioni cliniche e teoriche, quando affronta l'isteria e costruisce il suo modello topografico riflettendo sul lavoro onirico. Rappresentazione e affetto costituiscono infatti, per circa tre decenni, le dimensioni portanti della sua ricerca teorico-clinica. La rappresentazione andrà incontro a una declinazione particolare con ilconcetto di fantasia inconscia nella scuola kleiniana, così come il simbolismo troverà una sua «temporalizzazione» con il concetto di oggetto transizionale, punto di origine nel tempo del simbolo dal punto di vista dello sviluppo psichico del bambino.

La rappresentazione è, in definitiva, uno dei mattoni del nostro funzionamento psichico e del nostro pensiero, o meglio del pensare. E, nonostante i contributi di Bion, ci coglie un lieve senso di smarrimento quando proviamo a definire cosa intendiamo con l'espressione «pensare». Soprattutto se mettiamo da parte ciò che da secoli è oggetto e strumento della filosofia, e anche quanto da decenni è oggetto delle ricerche sperimentali del cognitivismo, cioè quando tentiamo di definire e studiare psicoanaliticamente il pensiero. Esso è, in Freud, un'azione di prova ed è strettamente associato all'imbrigliamento delle carichepulsionali.

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